{"id":2016,"date":"2011-04-28T12:01:03","date_gmt":"2011-04-28T10:01:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studiovenco.it\/2011\/04\/28\/nuova-direttiva-ue-contro-i-ritardi-nei-pagamenti\/"},"modified":"2011-04-28T12:01:03","modified_gmt":"2011-04-28T10:01:03","slug":"nuova-direttiva-ue-contro-i-ritardi-nei-pagamenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiovenco.it\/en\/2011\/04\/28\/nuova-direttiva-ue-contro-i-ritardi-nei-pagamenti\/","title":{"rendered":"NUOVA DIRETTIVA UE CONTRO I RITARDI NEI PAGAMENTI"},"content":{"rendered":"<p>Il Parlamento Europeo ha approvato la nuova disciplina che, mirando a ridurre i ritardi dei pagamenti nelle transazioni commerciali, viene a sostituire la precedente direttiva n. 2000\/35\/CE (recepita dall\u2019Italia con il D.lgs. 231\/2002).<br \/>\nTra le varie disposizioni si segnala: la generale risarcibilit\u00e0 dei costi di recupero del credito; la previsione secondo cui le clausole gravemente inique per il creditore (tra cui ad esempio quella che escluda la risarcibilit\u00e0 dei predetti costi di recupero) siano inefficaci o in alternativa diano luogo a risarcimento; infine il termine per il pagamento non dovr\u00e0 superare generalmente i 60 giorni nei rapporti tra imprese, ed i 30 giorni nei rapporti con la pubblica amministrazione.<br \/>\nLa direttiva dovr\u00e0 essere recepita entro il 16 marzo 2013 (e gli Stati potranno decidere se le nuove disposizioni si applicheranno anche ai contratti conclusi pima di tale data).<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"center\">Parlamento UE, Consiglio CE, <b>Direttiva 16 febbraio 2011, n. 7<\/b><\/p>\n<p>Relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali.<\/p>\n<p>[Gazzetta Ufficiale UE 23 febbraio 2011, n. L 048]<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p>IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL\u2019UNIONE EUROPEA,<\/p>\n<p>visto il trattato sul funzionamento dell\u2019Unione europea, in particolare l\u2019articolo 114,<\/p>\n<p>vista la proposta della Commissione europea,<\/p>\n<p>visto il parere del Comitato economico e sociale europeo [1],<\/p>\n<p>deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria [2],<\/p>\n<p>considerando quanto segue:<\/p>\n<p>(1) Alla direttiva 2000\/35\/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 giugno 2000, relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali [3], devono essere apportate diverse modificazioni sostanziali. \u00c8 opportuno, per motivi di chiarezza e di razionalizzazione, procedere alla rifusione di tali disposizioni.<\/p>\n<p>(2) Nel mercato interno la maggior parte delle merci e dei servizi \u00e8 fornita da operatori economici ad altri operatori economici e ad amministrazioni pubbliche secondo un sistema di pagamenti differiti, in cui il fornitore lascia al cliente un periodo di tempo per pagare la fattura, secondo quanto concordato tra le parti, precisato sulla fattura del fornitore o stabilito dalla legge.<\/p>\n<p>(3) Nelle transazioni commerciali tra operatori economici o tra operatori economici e amministrazioni pubbliche molti pagamenti sono effettuati pi\u00f9 tardi rispetto a quanto concordato nel contratto o stabilito nelle condizioni generali che regolano gli scambi. Sebbene le merci siano fornite e i servizi prestati, molte delle relative fatture sono pagate ben oltre il termine stabilito. Tali ritardi di pagamento influiscono negativamente sulla liquidit\u00e0 e complicano la gestione finanziaria delle imprese. Essi compromettono anche la loro competitivit\u00e0 e redditivit\u00e0 quando il creditore deve ricorrere ad un finanziamento esterno a causa di ritardi nei pagamenti. Il rischio di tali effetti negativi aumenta considerevolmente nei periodi di recessione economica, quando l\u2019accesso al finanziamento diventa pi\u00f9 difficile.<\/p>\n<p>(4) Il ricorso alla giustizia nei casi di ritardi di pagamento \u00e8 gi\u00e0 agevolato dal regolamento (CE) n. 44\/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l\u2019esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale [4], dal regolamento (CE) n. 805\/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, che istituisce il titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati [5], dal regolamento (CE) n. 1896\/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, che istituisce un procedimento europeo d\u2019ingiunzione di pagamento [6], e dal regolamento (CE) n. 861\/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell\u2019 11 luglio 2007, che istituisce un procedimento europeo per le controversie di modesta entit\u00e0 [7]. Per disincentivare i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali \u00e8 tuttavia necessario stabilire disposizioni aggiuntive.<\/p>\n<p>(5) Le imprese dovrebbero poter svolgere le proprie attivit\u00e0 commerciali in tutto il mercato interno in condizioni che garantiscano che le operazioni transfrontaliere non comportino rischi maggiori di quelle interne. L\u2019applicazione di norme sostanzialmente diverse alle operazioni interne e a quelle transfrontaliere comporterebbe la creazione di distorsioni della concorrenza.<\/p>\n<p>(6) Nella comunicazione del 25 giugno 2008 dal titolo &#8220;Una corsia preferenziale per la piccola impresa \u2014 Alla ricerca di un nuovo quadro fondamentale per la piccola impresa (un &#8220;Small Business Act&#8221; per l\u2019Europa)&#8221;, la Commissione ha sottolineato la necessit\u00e0 di agevolare l\u2019accesso al credito per le piccole e medie imprese (PMI) e di creare un contesto giuridico ed economico che favorisca la puntualit\u00e0 dei pagamenti nelle transazioni commerciali. \u00c8 utile osservare che alle pubbliche amministrazioni spetta una particolare responsabilit\u00e0 al riguardo. I criteri per la definizione di PMI sono contenuti nella raccomandazione 2003\/361\/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese [8].<\/p>\n<p>(7) Una delle azioni prioritarie della comunicazione della Commissione del 26 novembre 2008 intitolata &#8220;Un piano europeo di ripresa economica&#8221; prevede la riduzione degli oneri amministrativi e la promozione dell\u2019imprenditorialit\u00e0, in particolare assicurando, in linea di principio, il pagamento entro un mese delle fatture relative a forniture e servizi, comprese quelle alle PMI, per alleviare i problemi di liquidit\u00e0.<\/p>\n<p>(8) L\u2019ambito di applicazione della presente direttiva dovrebbe essere limitato ai pagamenti effettuati a titolo di corrispettivo per una transazione commerciale. La presente direttiva non dovrebbe disciplinare le transazioni con i consumatori, gli interessi relativi ad altri pagamenti, ad esempio pagamenti a norma di legge per assegni o titoli di credito o pagamenti effettuati a titolo risarcimento danni, ivi compresi i pagamenti effettuati da un assicuratore. Inoltre, gli Stati membri dovrebbero poter escludere i debiti oggetto di procedure concorsuali, comprese le procedure finalizzate alla ristrutturazione del debito.<\/p>\n<p>(9) La presente direttiva dovrebbe disciplinare tutte le transazioni commerciali a prescindere dal fatto che siano effettuate tra imprese pubbliche o private ovvero tra imprese e amministrazioni pubbliche, dato che alle amministrazioni pubbliche fa capo un volume considerevole di pagamenti alle imprese. Essa pertanto dovrebbe disciplinare anche tutte le transazioni commerciali tra gli appaltatori principali e i loro fornitori e subappaltatori.<\/p>\n<p>(10) Il fatto che le professioni liberali ricadano nell\u2019ambito di applicazione della presente direttiva non dovrebbe obbligare gli Stati membri a trattarle come imprese o attivit\u00e0 commerciali per fini diversi da quelli della presente direttiva.<\/p>\n<p>(11) La fornitura di merci e la prestazione di servizi dietro corrispettivo a cui si applica la presente direttiva dovrebbero anche includere la progettazione e l\u2019esecuzione di opere e edifici pubblici, nonch\u00e9 i lavori di ingegneria civile.<\/p>\n<p>(12) I ritardi di pagamento costituiscono una violazione contrattuale resa finanziariamente attraente per i debitori nella maggior parte degli Stati membri dai bassi livelli dei tassi degli interessi di mora applicati o dalla loro assenza e\/o dalla lentezza delle procedure di recupero. \u00c8 necessario un passaggio deciso verso una cultura dei pagamenti rapidi, in cui, tra l\u2019altro, l\u2019esclusione del diritto di applicare interessi di mora sia sempre considerata una clausola o prassi contrattuale gravemente iniqua, per invertire tale tendenza e per disincentivare i ritardi di pagamento. Tale passaggio dovrebbe inoltre includere l\u2019introduzione di disposizioni specifiche sui periodi di pagamento e sul risarcimento dei creditori per le spese sostenute e prevedere, tra l\u2019altro, che l\u2019esclusione del diritto al risarcimento dei costi di recupero sia presunta essere gravemente iniqua.<\/p>\n<p>(13) Di conseguenza, si dovrebbe provvedere a limitare, di regola, i termini di pagamento previsti dai contratti tra imprese a un massimo di sessanta giorni di calendario. Tuttavia, ci possono essere circostanze in cui le imprese richiedono periodi di pagamento pi\u00f9 lunghi, ad esempio quando le imprese intendono concedere credito commerciale ai propri clienti. Si dovrebbe quindi mantenere la possibilit\u00e0 per le parti di concordare espressamente periodi di pagamento superiori a sessanta giorni di calendario, a condizione, tuttavia, che tale proroga non sia gravemente iniqua per il creditore.<\/p>\n<p>(14) Per motivi di coerenza della legislazione dell\u2019Unione, ai fini della presente direttiva si dovrebbe applicare la definizione di &#8220;amministrazioni aggiudicatrici&#8221; di cui alla direttiva 2004\/17\/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali [9], e alla direttiva 2004\/18\/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi [10].<\/p>\n<p>(15) Gli interessi legali di mora per ritardato pagamento dovrebbero essere calcolati come interessi semplici su base giornaliera secondo il regolamento (CEE, Euratom) n. 1182\/71 del Consiglio, del 3 giugno 1971, che stabilisce le norme applicabili ai periodi di tempo, alle date e ai termini [11].<\/p>\n<p>(16) La presente direttiva non dovrebbe obbligare un creditore ad esigere interessi di mora. In caso di ritardo di pagamento, la presente direttiva dovrebbe consentire al creditore di applicare interessi di mora senza alcun preavviso di inadempimento o altro simile avviso che ricordi al debitore il suo obbligo di pagare.<\/p>\n<p>(17) Ai fini del diritto agli interessi di mora, dovrebbe essere considerato tardivo il pagamento di un debitore qualora il creditore non possa disporre della somma a lui dovuta alla data di scadenza, a condizione che egli abbia adempiuto ai suoi obblighi legali e contrattuali.<\/p>\n<p>(18) Le fatture determinano richieste di pagamento e costituiscono documenti importanti nella catena delle transazioni per la fornitura di merci e servizi, tra l\u2019altro ai fini della determinazione dei termini di pagamento. Ai fini della presente direttiva, gli Stati membri dovrebbero promuovere sistemi che diano certezza giuridica per quanto riguarda la data esatta del ricevimento delle fatture da parte dei debitori, anche nel settore della fatturazione elettronica, in cui il ricevimento delle fatture potrebbe generare prove elettroniche e che \u00e8 in parte disciplinato dalle disposizioni in materia di fatturazione della direttiva 2006\/112\/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d\u2019imposta sul valore aggiunto [12].<\/p>\n<p>(19) Un risarcimento equo dei creditori, relativo ai costi di recupero sostenuti a causa del ritardo di pagamento, serve a disincentivare i ritardi di pagamento. Tra i costi di recupero dovrebbero essere inclusi anche i costi amministrativi e i costi interni causati dal ritardo di pagamento, per i quali la presente direttiva dovrebbe determinare un importo minimo forfettario che possa cumularsi agli interessi di mora. Il risarcimento sotto forma di importo forfettario dovrebbe mirare a limitare i costi amministrativi e i costi interni legati al recupero. Il risarcimento delle spese di recupero dovrebbe essere determinato fatte salve le disposizioni nazionali in base alle quali l\u2019autorit\u00e0 giurisdizionale nazionale pu\u00f2 concedere al creditore un risarcimento per eventuali danni aggiuntivi connessi al ritardo di pagamento del debitore.<\/p>\n<p>(20) Oltre ad avere diritto al pagamento di un importo forfettario per coprire i costi interni legati al recupero, il creditore dovrebbe poter esigere anche il risarcimento delle restanti spese di recupero sostenute a causa del ritardo di pagamento del debitore. Tali spese dovrebbero comprendere, in particolare, le spese sostenute dal creditore per aver affidato un incarico a un avvocato o a un\u2019agenzia di recupero crediti.<\/p>\n<p>(21) La presente direttiva dovrebbe far salvo il diritto degli Stati membri di prevedere importi forfettari per il risarcimento di spese di recupero pi\u00f9 elevati, e quindi pi\u00f9 favorevoli al creditore, o di aumentare tali importi, tra l\u2019altro al fine di adeguarsi all\u2019inflazione.<\/p>\n<p>(22) La presente direttiva non dovrebbe impedire pagamenti a rate o scaglionati. Tuttavia, ogni rata o pagamento dovrebbe essere pagata\/o nei termini concordati e dovrebbe essere soggetta\/o alle norme in materia di mora di cui alla presente direttiva.<\/p>\n<p>(23) Di regola, le pubbliche amministrazioni godono di flussi di entrate pi\u00f9 certi, prevedibili e continui rispetto alle imprese. Molte pubbliche amministrazioni possono inoltre ottenere finanziamenti a condizioni pi\u00f9 interessanti rispetto alle imprese. Allo stesso tempo, per raggiungere i loro obiettivi, le pubbliche amministrazioni dipendono meno delle imprese dall\u2019instaurazione di relazioni commerciali stabili. Lunghi periodi di pagamento e ritardi di pagamento da parte delle pubbliche amministrazioni per merci e servizi determinano costi ingiustificati per le imprese. Di conseguenza per le transazioni commerciali relative alla fornitura di merci o servizi da parte di imprese alle pubbliche amministrazioni \u00e8 opportuno introdurre norme specifiche che prevedano, in particolare, periodi di pagamento di norma non superiori a trenta giorni di calendario, se non diversamente concordato espressamente nel contratto e purch\u00e9 ci\u00f2 sia obiettivamente giustificato alla luce della particolare natura o delle caratteristiche del contratto, e in ogni caso non superiori a sessanta giorni di calendario.<\/p>\n<p>(24) Tuttavia, occorre tener conto della situazione specifica delle pubbliche amministrazioni che svolgono attivit\u00e0 economiche di natura industriale o commerciale offrendo merci o servizi sul mercato come impresa pubblica. A tal fine, gli Stati membri dovrebbero essere autorizzati, a determinate condizioni, a prorogare il periodo legale di pagamento fino ad un massimo di sessanta giorni di calendario.<\/p>\n<p>(25) Per quanto riguarda i ritardi di pagamento, particolarmente preoccupante \u00e8 la situazione dei servizi sanitari in gran parte degli Stati membri. I sistemi di assistenza sanitaria, come parte fondamentale dell\u2019infrastruttura sociale europea, sono spesso costretti a conciliare le esigenze individuali con le disponibilit\u00e0 finanziarie, in considerazione dell\u2019invecchiamento della popolazione europea, dell\u2019aumento delle aspettative e dei progressi della medicina. Per tutti i sistemi si pone il problema di stabilire priorit\u00e0 nell\u2019assistenza sanitaria in modo tale da bilanciare le esigenze dei singoli pazienti con le risorse finanziarie disponibili. Gli Stati membri dovrebbero quindi poter concedere agli enti pubblici che forniscono assistenza sanitaria una certa flessibilit\u00e0 nell\u2019onorare i loro impegni. A tal fine, gli Stati membri dovrebbero essere autorizzati, a determinate condizioni, a prorogare il periodo legale di pagamento fino ad un massimo di sessanta giorni di calendario. Gli Stati membri, tuttavia, dovrebbero adoperarsi affinch\u00e9 i pagamenti nel settore dell\u2019assistenza sanitaria siano effettuati in accordo con i periodi legali di pagamento.<\/p>\n<p>(26) Al fine di non compromettere il conseguimento dell\u2019obiettivo della presente direttiva, gli Stati membri dovrebbero garantire che nelle transazioni commerciali la durata massima di una procedura di accettazione o di verifica non superi, di norma, trenta giorni di calendario. Tuttavia, dovrebbe essere previsto che una procedura di verifica possa superare trenta giorni di calendario, ad esempio nel caso di contratti particolarmente complessi, se espressamente previsto nel contratto e nella documentazione di gara e se ci\u00f2 non risulti gravemente iniquo per il creditore.<\/p>\n<p>(27) Le istituzioni dell\u2019Unione si trovano in una situazione analoga a quella delle amministrazioni pubbliche degli Stati membri per quanto riguarda le loro relazioni di finanziamento e commerciali. Il regolamento (CE, Euratom) n. 1605\/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunit\u00e0 europee [13], specifica che la liquidazione, l\u2019ordinazione e i pagamenti delle spese da parte delle istituzioni dell\u2019Unione devono essere eseguiti entro il termine fissato nelle modalit\u00e0 d\u2019esecuzione. Tali modalit\u00e0 d\u2019esecuzione sono attualmente definite nel regolamento (CE, Euratom) n. 2342\/2002 della Commissione, del 23 dicembre 2002, recante modalit\u00e0 d\u2019esecuzione del regolamento (CE, Euratom) n. 1605\/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunit\u00e0 europee [14], e precisano le circostanze nelle quali i creditori che sono pagati in ritardo possono vantare interessi di mora. Nel quadro della revisione in corso di tali regolamenti, si dovrebbe garantire che i termini massimi di pagamento da parte delle istituzioni dell\u2019Unione siano allineati ai periodi legali applicabili alle pubbliche amministrazioni ai sensi della presente direttiva.<\/p>\n<p>(28) La presente direttiva dovrebbe proibire l\u2019abuso della libert\u00e0 contrattuale a danno del creditore. Di conseguenza, quando una clausola contrattuale o una prassi relativa alla data o al periodo di pagamento, al tasso di interesse di mora o al risarcimento dei costi di recupero non sia giustificata sulla base delle condizioni concesse al debitore, o abbia principalmente l\u2019obiettivo di procurare al debitore liquidit\u00e0 aggiuntiva a spese del creditore, si pu\u00f2 ritenere che si configuri un siffatto abuso. A tale riguardo e conformemente al progetto accademico di quadro comune di riferimento, qualsiasi clausola contrattuale o prassi che si discosti gravemente dalla corretta prassi commerciale e sia in contrasto con il principio della buona fede e della correttezza dovrebbe essere considerata iniqua per il creditore. In particolare, l\u2019esclusione esplicita del diritto di applicare interessi di mora dovrebbe essere sempre considerata come gravemente iniqua, mentre l\u2019esclusione del diritto al risarcimento dei costi di recupero dovrebbe essere presunta tale. La presente direttiva non dovrebbe incidere sulle disposizioni nazionali relative alle modalit\u00e0 di conclusione dei contratti o che disciplinano la validit\u00e0 delle clausole contrattuali inique nei confronti del debitore.<\/p>\n<p>(29) Nel contesto di maggiori sforzi per evitare l\u2019abuso della libert\u00e0 contrattuale a danno del creditore, le organizzazioni ufficialmente riconosciute come rappresentanti delle imprese e le organizzazioni che hanno un legittimo interesse a rappresentare le imprese dovrebbero poter agire dinanzi all\u2019autorit\u00e0 giurisdizionale o agli organismi amministrativi nazionali al fine di evitare l\u2019uso continuato di clausole contrattuali o prassi gravemente inique per il creditore.<\/p>\n<p>(30) Al fine di contribuire al conseguimento dell\u2019obiettivo della presente direttiva, gli Stati membri dovrebbero favorire la diffusione di buone prassi, anche incoraggiando la pubblicazione di un elenco dei buoni pagatori.<\/p>\n<p>(31) \u00c8 auspicabile garantire che i creditori siano in posizione tale da poter avvalersi di una clausola di riserva di propriet\u00e0 su base non discriminatoria in tutta l\u2019Unione, se la clausola di riserva di propriet\u00e0 \u00e8 valida ai sensi delle disposizioni nazionali applicabili secondo il diritto internazionale privato.<\/p>\n<p>(32) La presente direttiva si limita a definire l\u2019espressione &#8220;titolo esecutivo&#8221;, ma non dovrebbe disciplinare le varie procedure per l\u2019esecuzione forzata di un siffatto titolo o le condizioni in presenza delle quali pu\u00f2 essere disposta la cessazione o la sospensione dell\u2019esecuzione forzata di un siffatto titolo.<\/p>\n<p>(33) Le conseguenze del pagamento tardivo possono risultare dissuasive soltanto se accompagnate da procedure di recupero rapide ed efficaci per il creditore. Conformemente al divieto di discriminazione di cui all\u2019articolo 18 del trattato sul funzionamento dell\u2019Unione europea, tali procedure dovrebbero essere a disposizione di tutti i creditori stabiliti nell\u2019Unione.<\/p>\n<p>(34) Al fine di agevolare il rispetto delle disposizioni della presente direttiva, gli Stati membri dovrebbero incoraggiare il ricorso alla mediazione o ad altri mezzi di risoluzione alternativa delle controversie. La direttiva 2008\/52\/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008, relativa a determinati aspetti della mediazione in materia civile e commerciale [15], definisce gi\u00e0 un quadro di riferimento per i sistemi di mediazione a livello dell\u2019Unione, soprattutto per le controversie transfrontaliere, senza impedire la sua applicazione ai sistemi di mediazione interna. Gli Stati membri dovrebbero inoltre incoraggiare le parti interessate ad elaborare codici di condotta volontari volti, in particolare, a contribuire all\u2019attuazione della presente direttiva.<\/p>\n<p>(35) \u00c8 necessario garantire che la procedura di recupero dei crediti non contestati connessi ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali si concluda in tempi brevi, anche attraverso una procedura accelerata e indipendentemente dall\u2019importo del debito.<\/p>\n<p>(36) Poich\u00e9 l\u2019obiettivo della presente direttiva, vale a dire la lotta contro i ritardi di pagamento nel mercato interno, non pu\u00f2 essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri e pu\u00f2 dunque, a motivo della sua portata e dei suoi effetti, essere conseguito meglio a livello di Unione, quest\u2019ultima pu\u00f2 intervenire in base al principio di sussidiariet\u00e0 sancito dall\u2019articolo 5 del trattato sull\u2019Unione europea. La presente direttiva si limita a quanto \u00e8 necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalit\u00e0 enunciato nello stesso articolo.<\/p>\n<p>(37) L\u2019obbligo di recepire la presente direttiva nel diritto interno dovrebbe essere limitato alle disposizioni che rappresentano modificazioni sostanziali della direttiva 2000\/35\/CE. L\u2019obbligo di recepire le disposizioni rimaste immutate deriva da quest\u2019ultima direttiva.<\/p>\n<p>(38) La presente direttiva dovrebbe far salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di recepimento nel diritto interno e di applicazione della direttiva 2000\/35\/CE.<\/p>\n<p>(39) Conformemente al punto 34 dell\u2019accordo interistituzionale &#8220;Legiferare meglio&#8221; [16], gli Stati membri sono incoraggiati a redigere e rendere pubblici, nell\u2019interesse proprio e dell\u2019Unione, prospetti indicanti, per quanto possibile, la concordanza tra la presente direttiva e i provvedimenti di recepimento,<\/p>\n<p align=\"center\">\n<p>HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\">\n<p><b>Articolo 1 &#8211; Oggetto e ambito d\u2019applicazione<\/b><\/p>\n<p>1. Lo scopo della presente direttiva \u00e8 di lottare contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, al fine di garantire il corretto funzionamento del mercato interno, favorendo in tal modo la competitivit\u00e0 delle imprese e in particolare delle PMI.<\/p>\n<p>2. La presente direttiva si applica ad ogni pagamento effettuato a titolo di corrispettivo in una transazione commerciale.<\/p>\n<p>3. Gli Stati membri possono escludere i debiti che formano oggetto di procedure concorsuali aperte a carico del debitore, comprese le procedure finalizzate alla ristrutturazione del debito.<\/p>\n<p><b>Articolo 2 &#8211; Definizioni<\/b><\/p>\n<p>Ai fini della presente direttiva si applicano le seguenti definizioni:<\/p>\n<p>1) &#8220;transazioni commerciali&#8221; : transazioni tra imprese ovvero tra imprese e pubbliche amministrazioni che comportano la fornitura di merci o la prestazione di servizi dietro pagamento di un corrispettivo;<\/p>\n<p>2) &#8220;pubblica amministrazione&#8221; : qualsiasi amministrazione aggiudicatrice quale definita all\u2019articolo 2, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2004\/17\/CE e all\u2019articolo 1, paragrafo 9, della direttiva 2004\/18\/CE, indipendentemente dall\u2019oggetto o dal valore dell\u2019appalto;<\/p>\n<p>3) &#8220;impresa&#8221; : ogni soggetto organizzato, diverso dalle pubbliche amministrazioni, che agisce nell\u2019ambito di un\u2019attivit\u00e0 economica o professionale indipendente, anche quando tale attivit\u00e0 \u00e8 svolta da una sola persona;<\/p>\n<p>4) &#8220;ritardo di pagamento&#8221; : pagamento non effettuato durante il periodo di pagamento contrattuale o legale e in relazione al quale le condizioni di cui all\u2019articolo 3, paragrafo 1, o all\u2019articolo 4, paragrafo 1, sono soddisfatte;<\/p>\n<p>5) &#8220;interessi di mora&#8221; : interessi legali di mora o interessi ad un tasso concordato tra imprese, soggetti all\u2019articolo 7;<\/p>\n<p>6) &#8220;interessi legali di mora&#8221; : interessi semplici di mora ad un tasso che \u00e8 pari al tasso di riferimento maggiorato di almeno otto punti percentuali;<\/p>\n<p>7) &#8220;tasso di riferimento&#8221; :<\/p>\n<p>a) per gli Stati membri la cui moneta \u00e8 l\u2019euro:<\/p>\n<p>i) il tasso di interesse applicato dalla Banca centrale europea alle sue pi\u00f9 recenti operazioni di rifinanziamento principali; o<\/p>\n<p>ii) il tasso di interesse marginale risultante dalle procedure di appalto a tasso variabile per le pi\u00f9 recenti operazioni di rifinanziamento principali della Banca centrale europea;<\/p>\n<p>b) per gli Stati membri la cui moneta non \u00e8 l\u2019euro, il tasso equivalente fissato dalle rispettive banche centrali;<\/p>\n<p>8) &#8220;importo dovuto&#8221; : la somma principale che avrebbe dovuto essere pagata entro il termine contrattuale o legale di pagamento, comprese le imposte, i dazi, le tasse o gli oneri applicabili indicati nella fattura o nella richiesta equivalente di pagamento;<\/p>\n<p>9) &#8220;riserva di propriet\u00e0&#8221; : l\u2019accordo contrattuale in base al quale il venditore rimane proprietario delle merci fino al completo pagamento del prezzo;<\/p>\n<p>10) &#8220;titolo esecutivo&#8221; : ogni decisione, sentenza o ordine di pagamento, sia immediato che rateale, pronunciato da un\u2019autorit\u00e0 giurisdizionale o altra autorit\u00e0 competente, inclusi i provvedimenti provvisoriamente esecutivi, che consenta al creditore di ottenere, mediante esecuzione forzata, il soddisfacimento della propria pretesa nei confronti del debitore.<\/p>\n<p><b>Articolo 3 &#8211; Transazioni fra imprese<\/b><\/p>\n<p>1. Gli Stati membri assicurano che nelle transazioni commerciali tra imprese il creditore abbia diritto agli interessi di mora senza che sia necessario un sollecito, qualora siano soddisfatte le seguenti condizioni:<\/p>\n<p>a) il creditore ha adempiuto agli obblighi contrattuali e di legge; e<\/p>\n<p>b) il creditore non ha ricevuto nei termini l\u2019importo dovuto e il ritardo \u00e8 imputabile al debitore.<\/p>\n<p>2. Gli Stati membri assicurano che il tasso di riferimento applicabile:<\/p>\n<p>a) per il primo semestre dell\u2019anno in questione sia quello in vigore il 1o gennaio di quell\u2019anno;<\/p>\n<p>b) per il secondo semestre dell\u2019anno in questione sia quello in vigore il 1o luglio di quell\u2019anno.<\/p>\n<p>3. Qualora siano soddisfatte le condizioni di cui al paragrafo 1, gli Stati membri assicurano che:<\/p>\n<p>a) il creditore abbia diritto agli interessi di mora a decorrere dal giorno successivo alla data di scadenza o alla fine del periodo di pagamento stabiliti nel contratto;<\/p>\n<p>b) se la data di scadenza o il periodo di pagamento non sono stabiliti nel contratto, il creditore abbia diritto agli interessi di mora alla scadenza di uno dei termini seguenti:<\/p>\n<p>i) trenta giorni di calendario dal ricevimento da parte del debitore della fattura o di una richiesta equivalente di pagamento;<\/p>\n<p>ii) se non vi \u00e8 certezza sulla data di ricevimento della fattura o della richiesta equivalente di pagamento, trenta giorni di calendario dalla data di ricevimento delle merci o di prestazione dei servizi;<\/p>\n<p>iii) se la data in cui il debitore riceve la fattura o la richiesta equivalente di pagamento \u00e8 anteriore a quella del ricevimento delle merci o della prestazione dei servizi, trenta giorni di calendario dalla data di ricevimento delle merci o di prestazione dei servizi;<\/p>\n<p>iv) se la legge o il contratto prevedono una procedura di accettazione o di verifica diretta ad accertare la conformit\u00e0 delle merci o dei servizi al contratto e se il debitore riceve la fattura o la richiesta equivalente di pagamento anteriormente o alla stessa data dell\u2019accettazione o della verifica, trenta giorni di calendario da tale data.<\/p>\n<p>4. Ove sia prevista una procedura di accettazione o di verifica diretta ad accertare la conformit\u00e0 delle merci o dei servizi al contratto, gli Stati membri assicurano che la durata massima di tale procedura non superi trenta giorni di calendario dalla data di ricevimento delle merci o di prestazione dei servizi, se non diversamente concordato espressamente nel contratto e purch\u00e9 ci\u00f2 non sia gravemente iniquo per il creditore ai sensi dell\u2019articolo 7.<\/p>\n<p>5. Gli Stati membri assicurano che il periodo di pagamento stabilito nel contratto non superi sessanta giorni di calendario, se non diversamente concordato espressamente nel contratto e purch\u00e9 ci\u00f2 non sia gravemente iniquo per il creditore ai sensi dell\u2019articolo 7.<\/p>\n<p><b><br \/>\nArticolo 4 &#8211; Transazioni fra imprese e pubbliche amministrazioni<br \/>\n<\/b><\/p>\n<p>1. Gli Stati membri assicurano che, nelle transazioni commerciali in cui il debitore \u00e8 la pubblica amministrazione, alla scadenza del periodo di cui al paragrafo 3, 4 o 6 il creditore abbia diritto agli interessi legali di mora senza che sia necessario un sollecito, qualora siano soddisfatte le seguenti condizioni:<\/p>\n<p>a) il creditore ha adempiuto agli obblighi contrattuali e di legge; e<\/p>\n<p>b) il creditore non ha ricevuto nei termini l\u2019importo dovuto e il ritardo \u00e8 imputabile al debitore.<\/p>\n<p>2. Gli Stati membri assicurano che il tasso di riferimento applicabile:<\/p>\n<p>a) per il primo semestre dell\u2019anno in questione sia quello in vigore il 1o gennaio di quell\u2019anno;<\/p>\n<p>b) per il secondo semestre dell\u2019anno in questione sia quello in vigore il 1o luglio di quell\u2019anno.<\/p>\n<p>3. Gli Stati membri assicurano che nelle transazioni commerciali in cui il debitore \u00e8 una pubblica amministrazione:<\/p>\n<p>a) il periodo di pagamento non superi uno dei termini seguenti:<\/p>\n<p>i) trenta giorni di calendario dal ricevimento da parte del debitore della fattura o di una richiesta equivalente di pagamento;<\/p>\n<p>ii) se non vi \u00e8 certezza sulla data di ricevimento della fattura o della richiesta equivalente di pagamento, trenta giorni di calendario dalla data di ricevimento delle merci o di prestazione dei servizi;<\/p>\n<p>iii) se la data in cui il debitore riceve la fattura o la richiesta equivalente di pagamento \u00e8 anteriore a quella del ricevimento delle merci o della prestazione dei servizi, trenta giorni di calendario dalla data di ricevimento delle merci o di prestazione dei servizi;<\/p>\n<p>iv) se la legge o il contratto prevedono una procedura di accettazione o di verifica diretta ad accertare la conformit\u00e0 delle merci o dei servizi al contratto e se il debitore riceve la fattura o la richiesta equivalente di pagamento anteriormente o alla stessa data dell\u2019accettazione o della verifica, trenta giorni di calendario da quella data;<\/p>\n<p>b) la data di ricevimento della fattura non sia soggetta a un accordo contrattuale tra debitore e creditore.<\/p>\n<p>4. Gli Stati membri possono prorogare i termini di cui al paragrafo 3, lettera a), fino ad un massimo di sessanta giorni di calendario per:<\/p>\n<p>a) qualsiasi amministrazione pubblica che svolga attivit\u00e0 economiche di natura industriale o commerciale offrendo merci o servizi sul mercato e che sia soggetta, come impresa pubblica, ai requisiti di trasparenza di cui alla direttiva 2006\/111\/CE della Commissione, del 16 novembre 2006, relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie tra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche e alla trasparenza finanziaria all\u2019interno di talune imprese [17];<\/p>\n<p>b) enti pubblici che forniscono assistenza sanitaria e che siano stati debitamente riconosciuti a tal fine.<\/p>\n<p>Ove uno Stato membro decida di prorogare i termini a norma del presente paragrafo, trasmette alla Commissione una relazione su tale proroga entro il 16 marzo 2018.<\/p>\n<p>Su tale base la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione che indica gli Stati membri che hanno prorogato i termini a norma del presente paragrafo e tiene conto dell\u2019impatto sul funzionamento del mercato interno, in particolare sulle PMI. Alla relazione sono accluse eventuali proposte pertinenti.<\/p>\n<p>5. Gli Stati membri assicurano che la durata massima della procedura di accettazione o di verifica di cui al paragrafo 3, lettera a), punto iv), non superi trenta giorni di calendario dalla data di ricevimento delle merci o di prestazione dei servizi, se non diversamente concordato espressamente nel contratto e nella documentazione di gara e purch\u00e9 ci\u00f2 non sia gravemente iniquo per il creditore ai sensi dell\u2019articolo 7.<\/p>\n<p>6. Gli Stati membri assicurano che il periodo di pagamento stabilito nel contratto non superi il termine di cui al paragrafo 3, se non diversamente concordato espressamente nel contratto e purch\u00e9 ci\u00f2 sia oggettivamente giustificato dalla natura particolare del contratto o da talune sue caratteristiche, e non superi comunque sessanta giorni di calendario.<\/p>\n<p><b><br \/>\nArticolo 5 &#8211; Termini di pagamento<br \/>\n<\/b><\/p>\n<p>La presente direttiva non pregiudica la facolt\u00e0 delle parti di concordare, fatte salve le pertinenti disposizioni della normativa nazionale applicabile, termini di pagamento che prevedano il versamento a rate. In tali casi, qualora una delle rate non sia pagata alla data concordata, gli interessi e il risarcimento previsti dalla presente direttiva sono calcolati esclusivamente sulla base degli importi scaduti.<\/p>\n<p><b>Articolo 6 &#8211; Risarcimento delle spese di recupero<br \/>\n<\/b><\/p>\n<p>1. Gli Stati membri assicurano che, ove gli interessi di mora diventino esigibili in transazioni commerciali in conformit\u00e0 dell\u2019articolo 3 o 4, il creditore abbia il diritto di ottenere dal debitore, come minimo, un importo forfettario di 40 EUR.<\/p>\n<p>2. Gli Stati membri assicurano che l\u2019importo forfettario di cui al paragrafo 1 sia esigibile senza che sia necessario un sollecito e quale risarcimento dei costi di recupero sostenuti dal creditore.<\/p>\n<p>3. Il creditore, oltre all\u2019importo forfettario di cui al paragrafo 1, ha il diritto di esigere dal debitore un risarcimento ragionevole per ogni costo di recupero che ecceda tale importo forfettario sostenuto a causa del ritardo di pagamento del debitore. Ci\u00f2 potrebbe comprendere anche le spese che il creditore ha sostenuto per aver affidato un incarico a un avvocato o a una societ\u00e0 di recupero crediti.<\/p>\n<p><b>Articolo 7 &#8211; Clausole contrattuali e prassi inique<\/b><\/p>\n<p>1. Gli Stati membri dispongono che una clausola contrattuale o una prassi relativa alla data o al periodo di pagamento, al tasso dell\u2019interesse di mora o al risarcimento per i costi di recupero non possa essere fatta valere oppure dia diritto a un risarcimento del danno qualora risulti gravemente iniqua per il creditore.<\/p>\n<p>Per determinare se una clausola contrattuale o una prassi sia gravemente iniqua per il creditore, ai sensi del primo comma, si tiene conto di tutte le circostanze del caso, tra cui:<\/p>\n<p>a) qualsiasi grave scostamento dalla corretta prassi commerciale, in contrasto con il principio della buona fede e della correttezza;<\/p>\n<p>b) la natura del prodotto o del servizio; e<\/p>\n<p>c) se il debitore abbia qualche motivo oggettivo per derogare al tasso d\u2019interesse di mora legale, al periodo di pagamento di cui all\u2019articolo 3, paragrafo 5, all\u2019articolo 4, paragrafo 3, lettera a), all\u2019articolo 4, paragrafo 4, e all\u2019articolo 4, paragrafo 6, o all\u2019importo forfettario di cui all\u2019articolo 6, paragrafo 1.<\/p>\n<p>2. Ai fini del paragrafo 1, una clausola contrattuale o una prassi che escluda l\u2019applicazione di interessi di mora \u00e8 considerata gravemente iniqua.<\/p>\n<p>3. Ai fini del paragrafo 1, si presume che una clausola contrattuale o una prassi che escluda il risarcimento per i costi di recupero di cui all\u2019articolo 6 sia gravemente iniqua.<\/p>\n<p>4. Gli Stati membri assicurano che, nell\u2019interesse dei creditori e dei concorrenti, esistano mezzi efficaci ed idonei per impedire il continuo ricorso a clausole contrattuali e prassi gravemente inique ai sensi del paragrafo 1.<\/p>\n<p>5. I mezzi di cui al paragrafo 4 comprendono disposizioni che consentono che organizzazioni ufficialmente riconosciute per la rappresentanza delle imprese o titolari di un legittimo interesse a rappresentare le imprese agiscano a norma della legislazione nazionale applicabile dinanzi alle autorit\u00e0 giurisdizionali o agli organi amministrativi competenti qualora le clausole contrattuali o le prassi siano gravemente inique ai sensi del paragrafo 1, in modo che possano ricorrere a mezzi appropriati ed efficaci per impedire il ricorso continuo a tali clausole.<\/p>\n<p><b>Articolo 8 &#8211; Trasparenza e sensibilizzazione<\/b><\/p>\n<p>1. Gli Stati membri assicurano piena trasparenza in merito ai diritti e agli obblighi derivanti dalla presente direttiva, anche rendendo pubblico il tasso d\u2019interesse legale di mora applicabile.<\/p>\n<p>2. La Commissione pubblica su Internet informazioni circa i tassi d\u2019interesse legali vigenti che sono applicati in tutti gli Stati membri in caso di ritardo di pagamento nelle transazioni commerciali.<\/p>\n<p>3. Gli Stati membri utilizzano, se del caso, pubblicazioni specialistiche, campagne promozionali o qualsiasi altro mezzo idoneo ad incrementare tra le imprese la consapevolezza dei rimedi ai ritardi di pagamento.<\/p>\n<p>4. Gli Stati membri possono incoraggiare la creazione di codici di pagamento rapido che prevedano termini di pagamento chiaramente definiti e un adeguato procedimento per trattare tutti i pagamenti oggetto di controversia o qualsiasi altra iniziativa che affronti la questione cruciale dei ritardi di pagamento e contribuisca a sviluppare una cultura di pagamento rapido, a sostegno dell\u2019obiettivo della presente direttiva.<\/p>\n<p><b>Articolo 9 &#8211; Riserva di propriet\u00e0<\/b><\/p>\n<p>1. Gli Stati membri dispongono, in conformit\u00e0 delle disposizioni nazionali applicabili secondo il diritto internazionale privato, che il venditore conservi il diritto di propriet\u00e0 sulle merci fintanto che non siano state pagate totalmente, qualora sia stata esplicitamente concordata una clausola di riserva di propriet\u00e0 tra l\u2019acquirente e il venditore prima della consegna delle merci.<\/p>\n<p>2. Gli Stati membri possono adottare o mantenere disposizioni relative ad anticipi gi\u00e0 versati dal debitore.<\/p>\n<p><b>Articolo 10 &#8211; Procedure di recupero di crediti non contestati<\/b><\/p>\n<p>1. Gli Stati membri assicurano che un titolo esecutivo possa essere ottenuto, anche mediante una procedura accelerata e indipendentemente dall\u2019importo del debito, di norma entro novanta giorni di calendario dalla data in cui il creditore ha presentato un ricorso o ha proposto una domanda dinanzi all\u2019autorit\u00e0 giurisdizionale o un\u2019altra autorit\u00e0 competente, ove non siano contestati il debito o gli aspetti procedurali. Gli Stati membri assolvono detto obbligo conformemente alle rispettive disposizioni legislative, regolamentari e amministrative nazionali.<\/p>\n<p>2. Le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative nazionali applicano le stesse condizioni a tutti i creditori stabiliti nell\u2019Unione.<\/p>\n<p>3. Per calcolare il periodo di cui al paragrafo 1 non si tiene conto di quanto segue:<\/p>\n<p>a) i periodi necessari per le notificazioni;<\/p>\n<p>b) qualsiasi ritardo imputabile al creditore, come i termini necessari per regolarizzare il ricorso o la domanda.<\/p>\n<p>4. Il presente articolo fa salve le disposizioni del regolamento (CE) n. 1896\/2006.<br \/>\n<b><\/p>\n<p>Articolo 11 &#8211; Relazione<\/b><\/p>\n<p>Entro il 16 marzo 2016, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull\u2019attuazione della presente direttiva. La relazione \u00e8 corredata di eventuali proposte idonee.<\/p>\n<p><b><br \/>\nArticolo 12 &#8211; Recepimento<br \/>\n<\/b><\/p>\n<p>1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi agli articoli da 1 a 8 e all\u2019articolo 10 entro il 16 marzo 2013. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.<\/p>\n<p>Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all\u2019atto della pubblicazione ufficiale. Esse recano altres\u00ec un\u2019indicazione da cui risulti che i riferimenti alla direttiva abrogata contenuti in disposizioni legislative, regolamentari e amministrative previgenti devono intendersi come riferimenti alla presente direttiva. Le modalit\u00e0 di tale riferimento nonch\u00e9 la forma redazionale di tale indicazione sono stabilite dagli Stati membri.<\/p>\n<p>2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.<\/p>\n<p>3. Gli Stati membri possono mantenere in vigore o adottare disposizioni pi\u00f9 favorevoli al creditore di quelle necessarie per conformarsi alla presente direttiva.<\/p>\n<p>4. Nel recepire la presente direttiva, gli Stati membri decidono se escludere contratti conclusi prima del 16 marzo 2013.<\/p>\n<p><b>Articolo 13 &#8211; Abrogazione<\/b><\/p>\n<p>La direttiva 2000\/35\/CE \u00e8 abrogata con effetto dal 16 marzo 2013, fatti salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di recepimento nel diritto interno e di applicazione. Essa continua tuttavia ad applicarsi ai contratti conclusi prima di tale data ai quali in virt\u00f9 dell\u2019articolo 12, paragrafo 4, non si applica la presente direttiva.<\/p>\n<p>I riferimenti alla direttiva abrogata si intendono fatti alla presente direttiva e vanno letti secondo la tavola di concordanza figurante nell\u2019allegato.<\/p>\n<p><b>Articolo 14 &#8211; Entrata in vigore<br \/>\n<\/b><\/p>\n<p>La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell\u2019Unione europea.<\/p>\n<p><b>Articolo 15 &#8211; Destinatari<\/b><\/p>\n<p>Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.<\/p>\n<p>Fatto a Strasburgo, il 16 febbraio 2011.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"center\">\n<p align=\"justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Parlamento Europeo ha approvato la nuova disciplina che, mirando a ridurre i ritardi dei pagamenti nelle transazioni commerciali, viene a sostituire la precedente direttiva n. 2000\/35\/CE (recepita dall\u2019Italia con [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-2016","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - 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